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27 Ottobre 2026L’incidenza della manodopera esprime quale quota dei costi complessivi è assorbita dal lavoro: si calcola dividendo i costi della manodopera per i costi totali di produzione e moltiplicando il risultato per 100. Negli appalti pubblici, il calcolo dei costi della manodopera va rapportato alle attività richieste, al personale necessario e al contratto collettivo applicabile.
È comprensibile che il confronto con la stima della stazione appaltante generi dubbi, soprattutto se l’offerta indica un costo inferiore o le tabelle ministeriali non riflettono gli aggiornamenti retributivi. Un valore più basso, però, non si valuta da solo: contano i minimi salariali, le ore considerate e le ragioni organizzative alla base della stima.
In questa guida scoprirai come leggere l’incidenza, individuare il ruolo del CCNL e interpretare gli scostamenti dalle tabelle. Il quadro normativo di riferimento, compreso l’art. 41, commi 13 e 14 del D.Lgs. 36/2023, aiuta a distinguere i costi da considerare e a valutare quando una stima richiede un esame più approfondito.
Punti chiave
- Interpreta l’incidenza della manodopera rapportando il costo del lavoro al totale e distinguendo le lavorazioni e le categorie di opere.
- Valuta la congruità dell’offerta considerando il CCNL applicabile, i minimi retributivi e le ore necessarie per eseguire la prestazione.
- Se le tabelle ministeriali sono datate, considera lo scostamento alla luce dei valori contrattuali e dell’organizzazione aziendale.
- Ricostruisci la stima separando retribuzioni, oneri e maggiorazioni contrattuali, così da rendere comprensibili le voci che incidono sul costo.
Il costo della manodopera può essere inferiore a quello stimato dalla stazione appaltante?
Sì, l’offerta può indicare un costo inferiore alla stima, salvo che il disciplinare lo dichiari espressamente non ribassabile. L’art. 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023 prevede la separata indicazione dei costi e consente di motivare il ribasso con una più efficiente organizzazione aziendale.
Stima per lavorazione e categoria
L’incidenza della manodopera stima la quota di lavoro necessaria per ciascuna lavorazione e categoria generale o speciale dell’opera. Il relativo quadro consente di confrontare le attività previste con le risorse professionali considerate nella stima. Per l’operatore economico, distinguere le lavorazioni rende più chiari la verifica dell’importo e gli eventuali scostamenti dalla base di gara.
Ore, qualifiche e costo orario
Il costo orario si calcola rapportando il costo del personale alle ore considerate; qualifiche e profili, invece, indicano quali lavoratori servono per eseguire la prestazione. La valutazione delle ore e delle giornate-uomo incide quindi sulla congruità.
Componenti del costo del lavoro
Per calcolare il costo della manodopera, somma retribuzione lorda, contributi previdenziali e assicurativi, quota di TFR e oneri aziendali riferibili al personale. Includi le indennità e le maggiorazioni previste dal CCNL applicato, considerando turni o straordinari richiesti. Tenere separate queste voci aiuta a ricostruire il costo complessivo e a spiegare le differenze tra profili professionali.
Variabilità e aggiornamento dei costi
Il costo varia secondo settore, area territoriale, CCNL, qualifiche e organizzazione concreta del servizio; le tabelle ministeriali sono predisposte annualmente sulla base dei valori contrattuali. Per l’edilizia, il D.D. 40/2026 aggiorna il costo medio orario e recepisce i nuovi minimi retributivi decorrenti da maggio 2025. Prima dell’aggiudicazione, tabelle e ore impiegate vanno lette insieme: un valore datato non sostituisce la motivazione dello scostamento.
Costi della manodopera e CCNL negli appalti: qual è il rapporto?
Il CCNL definisce i riferimenti retributivi da considerare nella stima e nell’offerta economica. Nel bando e nel disciplinare, la stazione appaltante indica il costo stimato; l’operatore economico dichiara i propri costi e il contratto applicato.
Congruità rispetto ai minimi salariali
La congruità confronta i costi dichiarati con i minimi retributivi previsti dal CCNL applicabile. L’art. 110, comma 1, del D.Lgs. 36/2023 riguarda la verifica delle offerte, mentre prima dell’aggiudicazione la stazione appaltante esamina il rispetto dei minimi salariali. Se il contratto indicato è diverso, rileva l’equivalenza delle tutele prevista dall’art. 11, comma 4.
Congruità e anomalia dell’offerta
La verifica di anomalia valuta la sostenibilità complessiva dell’offerta economica, inclusi i costi della manodopera e il ribasso proposto. Un costo inferiore alle tabelle non comporta automaticamente l’esclusione: l’operatore economico deve motivare lo scostamento con elementi coerenti, come un’organizzazione aziendale più efficiente. La stazione appaltante esamina le giustificazioni senza trascurare i minimi salariali inderogabili.
Indicazione dei costi nei documenti di gara
Il bando e il disciplinare riportano la stima della manodopera; nell’offerta economica, il concorrente indica i propri costi e gli oneri aziendali per la sicurezza. L’art. 108 del D.Lgs. 36/2023 disciplina l’indicazione dei costi nell’offerta. L’operatore dichiara inoltre il CCNL applicato, oppure un contratto equivalente, indicando il codice alfanumerico unico previsto dall’art. 16 quater del decreto-legge 76/20.
Rischi di costi non congrui e dichiarazioni false
Costi non sostenuti da un’analisi attendibile possono condurre a una verifica approfondita e, se emerge il mancato rispetto dei minimi salariali, all’esclusione. Dichiarazioni false espongono inoltre l’operatore alle conseguenze previste per le dichiarazioni rese in gara. Negli appalti edili, la congruità dell’incidenza della manodopera segue anche il D.M. 143/2021; nei lavori privati, la verifica è richiesta prima del saldo finale per opere pari o superiori a 70.000 €.

Cosa succede se si utilizzano tabelle ministeriali non aggiornate?
Secondo il D.Lgs. 36/2023, il calcolo parte dai costi determinati ai sensi dell’art. 41, commi 13 e 14, considerando CCNL, settore e area territoriale. Per giustificarli in gara, l’operatore economico ricostruisce retribuzioni, ore e oneri con prospetti del personale e criteri di calcolo coerenti.
Costi aziendali e valori tabellari
Le tabelle ministeriali forniscono valori medi di riferimento, mentre il costo aziendale riflette l’organizzazione e le condizioni effettive dell’impresa. Il confronto è utile per individuare le voci che spiegano uno scostamento, senza trattare il valore tabellare come costo individuale automatico. L’art. 23, comma 16, è richiamato per valutare le differenze rispetto alle tabelle.
Questi importi annuali si riferiscono a quel periodo e non sono parametri attuali da applicare senza aggiornamento.
Costi inferiori e scostamenti dalle tabelle
Un costo inferiore ai valori tabellari richiede una motivazione verificabile, collegata ai minimi retributivi e alle modalità di esecuzione del contratto. L’art. 41, comma 14, del D.Lgs. 36/2023 consente all’operatore di giustificare il ribasso sulla manodopera con una più efficiente organizzazione aziendale. La stazione appaltante valuta le ragioni e la loro coerenza con l’offerta.
Per documentare lo scostamento, l’operatore può predisporre un prospetto che raccordi CCNL applicato, profili, ore previste e componenti del costo. Affiancare ai calcoli le ipotesi organizzative adottate aiuta a distinguere, durante la verifica dell’offerta, un’efficienza aziendale dal mancato rispetto dei minimi. Il ribasso non annulla gli obblighi retributivi.
Costi della manodopera negli appalti pubblici
Negli appalti pubblici, la stazione appaltante stima i costi della manodopera per definire la base di gara, mentre l’operatore economico li indica separatamente nell’offerta. Il calcolo deve rispecchiare le prestazioni richieste, il CCNL applicato, i profili professionali e le ore necessarie. Questa ricostruzione chiarisce quale quota dell’importo è destinata al lavoro e se l’offerta economica è sostenibile.
L’art. 41, commi 13 e 14, del D.Lgs. 36/2023 disciplina la determinazione dei costi e il loro scorporo dall’importo soggetto a ribasso. Lo stesso comma consente di motivare il ribasso della manodopera dimostrando una più efficiente organizzazione aziendale. Il parere MIT n. 2505 del 17 aprile 2024 e la Delibera ANAC 146/2025 affrontano l’inclusione dei costi nella base assoggettata a ribasso. Occorre quindi distinguere la loro indicazione autonoma dal trattamento del ribasso previsto dagli atti di gara.
Sottraendo entrambe le voci, restano 730.000 € di lavori soggetti a ribasso. La stima separata rende leggibili i valori, ma non sostituisce l’analisi delle regole di gara e della disciplina applicabile.
Per procedere, confronta il costo stimato dalla stazione appaltante con le ore e i profili necessari, quindi raccorda le voci con il CCNL e le tabelle ministeriali pertinenti. Se emerge uno scostamento, l’operatore espone i criteri aziendali che lo giustificano, senza modificare arbitrariamente l’offerta economica durante la verifica di anomalia. Il calcolo dei costi della manodopera negli appalti pubblici deve quindi essere tracciabile: collega ogni valore a una lavorazione, a un monte ore e a una componente retributiva o contributiva.
AppaltiLab: Consulenza in fase di gara
AppaltiLab affianca imprese e professionisti nella consulenza in fase di gara, anche per valutare i costi della manodopera, il CCNL applicabile e le giustificazioni dell’offerta. Il supporto consente di esaminare i documenti di gara, individuare i profili di rischio e impostare una partecipazione coerente con gli obblighi dichiarativi.
Quando le procedure richiedono un presidio continuativo, la gestione esterna dell’ufficio gare supporta il coordinamento e la supervisione delle attività connesse alla partecipazione, oltre ai rapporti con la committenza. Nella fase successiva, la gestione del contratto e la risoluzione delle controversie rispondono a esigenze diverse: rispettivamente, l’assistenza durante l’esecuzione e il supporto nelle controversie.
Per approfondire il supporto alla tua procedura, contatta AppaltiLab.
Trasforma la stima in una scelta consapevole
La valutazione economica della gara non si limita alla compilazione dell’offerta: influisce sulla strategia di partecipazione e sulla capacità di sostenere gli impegni contrattuali. Integrare il calcolo dei costi della manodopera negli appalti pubblici nei processi decisionali aiuta a individuare in anticipo le ipotesi che incidono sul prezzo, sull’organizzazione delle risorse e sulla gestione delle criticità.
Il passo successivo è collegare l’analisi economica ai documenti e alle scelte operative della procedura. Se vuoi approfondire questi aspetti prima di presentare l’offerta, la consulenza in fase di gara può fornire un supporto mirato; la gestione esterna dell’ufficio gare e l’assistenza nella fase esecutiva rispondono invece a esigenze di momenti diversi del contratto.
Contatta AppaltiLab per un confronto e valuta con attenzione il prossimo passo della tua partecipazione alla gara.
Domande frequenti sui costi della manodopera
Cosa si intende per incidenza della manodopera?
È la percentuale dei costi complessivi attribuibile al lavoro necessario per realizzare una prestazione o un’opera. Si calcola dividendo il costo della manodopera per il totale dei costi considerati e moltiplicando il risultato per cento. Il quadro di incidenza, per esempio, consente di confrontare le risorse previste per una categoria di lavori con il peso economico complessivo della commessa.
Cos’è la congruità della manodopera?
È la valutazione della coerenza tra costo dichiarato, prestazioni richieste e trattamento retributivo dovuto. Nelle gare, la stazione appaltante considera gli elementi dell’offerta e verifica il rispetto dei minimi salariali. Per i lavori edili, la congruità dell’incidenza è anche oggetto di un’attestazione specifica: il D.M. 143/2021 ha introdotto il relativo sistema di verifica nei lavori pubblici e privati.
Quali tabelle ministeriali usare per determinare il costo orario della manodopera negli appalti?
Individua la tabella ministeriale pertinente al settore merceologico e all’area territoriale, coerente con il CCNL applicato e con il periodo della procedura. Le tabelle, predisposte annualmente, riportano valori medi: leggile quindi insieme ai profili e alle ore previste per il servizio. Per calcolare il costo orario, il prospetto deve collegare il costo del personale alle ore lavorative considerate.
Come individuare il CCNL applicabile e il livello di inquadramento dei lavoratori nell’appalto?
Si parte dall’attività effettivamente richiesta e dal settore merceologico a cui appartiene, poi si confrontano mansioni previste e declaratorie professionali del contratto collettivo. Se non esiste un CCNL specifico applicabile, il riferimento è il contratto del settore più affine. L’operatore economico dichiara il contratto applicato, o quello equivalente, indicando il codice alfanumerico unico previsto dall’art. 16 quater del decreto-legge 76/20.
In quali casi è possibile offrire un ribasso sui costi della manodopera e con quali giustificazioni?
Il ribasso può essere proposto se gli atti di gara non qualificano espressamente quei costi come non ribassabili, ma non può comportare il mancato rispetto dei minimi salariali. L’operatore deve motivare lo scostamento, per esempio spiegando come una diversa organizzazione aziendale renda sostenibile l’impiego delle risorse previste. La giustificazione deve essere coerente con le modalità concrete di esecuzione e con le condizioni indicate nell’offerta.
Come verificare la congruità dei costi della manodopera e l’anomalia dell’offerta?
Confronta il costo dichiarato con il CCNL, i minimi retributivi, le ore necessarie e le voci che compongono il costo aziendale. Poi verifica se il ribasso complessivo lascia risorse sufficienti per eseguire tutte le prestazioni, non soltanto per coprire il personale. L’art. 110, comma 1, del D.Lgs. 36/2023 riguarda la verifica di congruità; giustificazioni coerenti rendono comprensibile la sostenibilità dell’offerta.





