
Applicazione del principio di fiducia nel Codice dei contratti pubblici
31 Ottobre 2026Appaltilab vince al TAR Napoli: legittima l’esclusione dell’operatore economico che, nel corso del sub-procedimento di anomalia, modifica i costi della manodopera.
3 Novembre 2026La violazione del principio di rotazione può compromettere la legittimità dell’affidamento. Tra le possibili conseguenze vi sono il riesame della procedura in autotutela e, in base alle norme applicabili, l’esclusione, la revoca dell’affidamento o una richiesta di risarcimento. Gli effetti dipendono però dal caso concreto e dalla disciplina applicabile: non ogni nuovo affidamento allo stesso operatore costituisce automaticamente un’irregolarità.
È comprensibile chiedersi quando la scelta della stazione appaltante sia contestabile e quali effetti possa produrre. Per rispondere, occorre considerare il tipo di procedura, l’omogeneità delle prestazioni e l’eventuale presenza dei presupposti per derogare alla rotazione.
In questa guida esaminiamo i chiarimenti ANAC, le principali conseguenze della violazione e i criteri per individuare chi può contestarla. Vedremo anche in quali casi il principio non si applica e perché la motivazione dell’affidamento incide sulla valutazione della procedura.
Punti chiave
- Individua quando la rotazione si applica e quali eccezioni possono incidere sulla scelta del contraente uscente.
- Valuta gli effetti possibili della violazione sulla procedura e sul contratto, distinguendo le conseguenze in base alla situazione concreta.
- Riconosci il ruolo dell’articolo 49 del D.Lgs. 36/2023 e i criteri che devono sostenere un’eventuale deroga.
- Per contestare un affidamento, ricostruisci l’interesse concreto dell’operatore e il pregiudizio legato all’esclusione o alla procedura.
Chiarimenti ANAC sul principio di rotazione
Il 13 marzo 2024 ANAC ha adottato un Atto del Presidente con chiarimenti sulla rotazione nei contratti pubblici. Il principio contrasta rendite di posizione e tutela la concorrenza, limitando la reiterazione degli affidamenti allo stesso operatore. L’articolo 49 del D.Lgs. 36/2023 riguarda gli affidamenti sotto soglia e le procedure in cui le stazioni appaltanti selezionano discrezionalmente gli operatori economici.
Il principio riguarda affidamenti consecutivi nello stesso settore merceologico, nella stessa categoria di opere o nello stesso settore di servizi. Conta la sostanza delle prestazioni: anche un’identità parziale può rendere applicabile la rotazione. Prestazioni qualitativamente diverse possono invece escluderne l’applicazione, se la differenza è concreta e giustificata.
La deroga è possibile quando la struttura del mercato e l’effettiva assenza di alternative giustificano la scelta del contraente uscente. Anche la corretta esecuzione del contratto precedente va valutata, ma da sola non è sufficiente. La motivazione deve spiegare perché, nel caso concreto, la deroga risponde all’interesse pubblico.
L’articolo 49, comma 5, esclude la rotazione nelle procedure negoziate precedute da un’indagine di mercato, se non si limita il numero degli operatori qualificati da invitare. La rotazione non si applica inoltre agli acquisti singoli inferiori a 5.000,00 euro, anche senza un’espressa motivazione. La soglia riguarda ciascun acquisto, non la somma di micro-affidamenti consecutivi allo stesso operatore.
Per fasce di valore, categorie merceologiche e settori di servizi, le stazioni appaltanti possono adottare un regolamento che suddivide gli affidamenti sotto soglia in fasce economiche, come previsto dall’articolo 49, comma 3. La rotazione si valuta nella fascia pertinente e rispetto alla categoria o al settore dell’oggetto. La suddivisione non deve diventare un espediente per eludere il principio tramite frazionamenti artificiosi.
Il codice prevede anche l’esclusione della rotazione per gli affidamenti di servizi alla persona disciplinati dall’articolo 128, comma 8. In ogni procedura, occorre quindi confrontare oggetto, settore e modalità di selezione. Questi elementi chiariscono se la scelta dell’uscente richiedeva una deroga motivata oppure rientrava in un’eccezione normativa.
Conseguenze della violazione del principio
Negli affidamenti pubblici, la violazione può incidere sulla procedura, sull’aggiudicazione e sul contratto. Gli effetti dipendono dall’irregolarità riscontrata e dalla fase in cui viene contestata.
Effetti della violazione
La violazione può consistere nell’omettere la rotazione o nel derogare senza una motivazione adeguata. Può portare al riesame in autotutela e alla rimozione degli atti della procedura. Per le imprese, questo significa che un invito o un’aggiudicazione possono essere contestati anche se l’operatore possiede i requisiti richiesti.
Tra i possibili effetti vi sono l’esclusione del concorrente quando emerge una coincidenza formale e sostanziale tra imprese e, secondo le norme applicabili, la revoca dell’affidamento o la risoluzione del contratto. Possono inoltre venire in rilievo sanzioni amministrative o richieste di risarcimento. Nessuna conseguenza è automatica: occorre valutare l’atto contestato, le ragioni della stazione appaltante e l’impatto sulla concorrenza.
Un esempio concreto è la delibera ANAC n. 335 del 23 luglio 2025 sul Comune di Lamezia Terme. Dopo aver rilevato irregolarità nell’affidamento dei servizi legali, ANAC ha chiesto azioni correttive entro 30 giorni. Il caso mostra che le criticità possono richiedere interventi correttivi dell’amministrazione, oltre a incidere sulla legittimità degli affidamenti.
Rimedi per l’operatore escluso
L’operatore escluso può contestare la decisione se ritiene che la rotazione sia stata applicata in modo scorretto o che l’invito al contraente uscente abbia limitato la concorrenza. Deve collegare i fatti della procedura al proprio interesse concreto, per esempio l’esclusione da una procedura negoziata per la quale possedeva i requisiti richiesti.
Tra le richieste possibili rientrano la rimozione degli atti viziati e il riesame della procedura; se sussistono i presupposti, l’operatore può anche chiedere il risarcimento del danno. La scelta dipende dalla fase raggiunta dagli affidamenti e dal pregiudizio dimostrabile. Ricostruire inviti, requisiti e motivazioni consente di precisare la contestazione. Una formazione sugli appalti pubblici può aiutare a riconoscere queste criticità nella gestione delle procedure.
Quali norme del D.Lgs. 36/2023 disciplinano il principio di rotazione?
La disposizione centrale è l’articolo 49 del D.Lgs. 36/2023, che disciplina la rotazione negli affidamenti sotto soglia. Il principio si collega all’articolo 48, che inquadra gli affidamenti sotto soglia e il ricorso alle procedure negoziate. Per applicarlo, occorre esaminare la procedura concreta e il margine di scelta della stazione appaltante sugli operatori da invitare.
Il comma 2 dell’articolo 49 vieta l’affidamento o l’aggiudicazione al contraente uscente quando gli affidamenti consecutivi riguardano lo stesso settore merceologico, la stessa categoria di opere o lo stesso settore di servizi. Il confronto riguarda dunque l’oggetto delle commesse e la loro continuità, non soltanto l’identità del nome attribuito alla gara. Un servizio rinnovato con prestazioni in parte coincidenti può richiedere una verifica specifica della rotazione.
La posizione dell’operatore invitato ma non aggiudicatario può essere distinta da quella del contraente uscente. Questa distinzione introdotta dal D.Lgs. 36/2023 separa la posizione del semplice invitato da quella del gestore uscente. In una procedura negoziata, quindi, la stazione appaltante deve ricostruire l’esito precedente prima di definire gli inviti.
Le procedure ordinarie, con accesso aperto senza selezione preventiva degli invitati, sono distinte dagli affidamenti in cui l’amministrazione sceglie discrezionalmente gli operatori. La sentenza n. 55 del TAR Friuli Venezia Giulia, pronunciata il 14 febbraio 2026, ha ritenuto che l’articolo 49 si applichi esclusivamente agli affidamenti sotto soglia. Per leggere la disciplina, è quindi essenziale non sovrapporre procedure e regimi diversi.
Per le procedure avviate sotto il D.Lgs. 50/2016, il riferimento era diverso: l’articolo 36 regolava gli affidamenti sotto soglia, mentre l’articolo 63, comma 6, richiamava la rotazione nella scelta degli operatori nelle procedure negoziate senza bando. Il D.Lgs. 36/2023 ha sostituito quel Codice. La data e il quadro normativo applicabile alla procedura aiutano a individuare la regola pertinente, senza applicare retroattivamente disposizioni successive.

Quali rimedi può chiedere un operatore economico escluso per violazione della rotazione?
L’operatore escluso può contestare gli atti della procedura se ritiene leso il proprio interesse a partecipare. La contestazione deve basarsi su elementi verificabili: l’identità dell’oggetto rispetto all’affidamento precedente, la posizione del contraente uscente e le ragioni indicate dalla stazione appaltante. Non basta richiamare il principio di rotazione in astratto.
Per motivare la contestazione, l’impresa può ricostruire la sequenza degli affidamenti e confrontare le prestazioni. È utile verificare se il precedente aggiudicatario sia stato invitato, se abbia ottenuto il nuovo affidamento e quali ragioni sostengano la scelta. Questi elementi aiutano a distinguere una possibile violazione da una deroga fondata sui presupposti previsti.
- Chiedere la rimozione degli atti viziati, indicando quale passaggio della procedura avrebbe leso la concorrenza.
- Domandare il riesame della procedura, contestando l’invito o l’affidamento al contraente uscente e le relative motivazioni.
- Richiedere il risarcimento del danno, collegando il pregiudizio subito alla condotta contestata e documentando l’interesse economico leso.
La scelta del rimedio dipende anche dalla fase raggiunta dalla procedura. Dopo l’aggiudicazione, l’operatore può contestare la decisione e chiedere che ne siano valutati gli effetti sulla gara. Se l’affidamento è già stato seguito dalla stipula del contratto, occorre considerare anche la situazione contrattuale e documentare il danno lamentato. Annullamento, revoca e risarcimento non sono esiti automatici: la violazione contestata deve essere collegata alla misura richiesta.
Documentare l’esclusione, gli inviti conosciuti, l’oggetto della nuova commessa e la motivazione consente di formulare una contestazione circostanziata. Per impostare la tutela e valutare un eventuale contenzioso negli appalti pubblici, puoi richiedere assistenza specialistica. La gestione del contenzioso aiuta a esaminare gli atti e a definire le richieste coerenti con la lesione lamentata.
La contestazione deve riguardare gli atti ritenuti lesivi e collegare la violazione lamentata al rimedio richiesto, tenendo conto della fase raggiunta dalla procedura. Se il contratto è già stato stipulato, occorre considerare anche la situazione contrattuale e documentare il danno rivendicato.
AppaltiLab: Consulenza in fase di gara
AppaltiLab offre consulenza in fase di gara alle imprese che devono valutare una procedura o affrontare un’esclusione legata alla rotazione. Il supporto consente di esaminare gli atti, confrontare l’oggetto del nuovo affidamento con quello precedente e valutare le motivazioni della stazione appaltante.
Se la criticità emerge dopo l’aggiudicazione o durante l’esecuzione, AppaltiLab offre assistenza nella gestione del contratto e del contenzioso, in base alle esigenze. Esaminare la documentazione in modo ordinato aiuta a individuare i profili rilevanti e a definire iniziative coerenti con la posizione dell’impresa, distinguendo una possibile irregolarità da una violazione automatica.
Per valutare la tua procedura, contatta AppaltiLab e descrivi la questione relativa alla rotazione.
Trasforma la valutazione in una scelta consapevole
Una contestazione efficace parte da una ricostruzione ordinata, non da un richiamo astratto alla rotazione. Confronta gli atti della procedura, l’oggetto dell’affidamento precedente e quello nuovo, gli inviti e le motivazioni della stazione appaltante. Individua poi l’interesse concreto leso e l’iniziativa coerente con la fase raggiunta dalla gara. Questa analisi aiuta a distinguere un’irregolarità rilevante da una scelta motivata secondo le regole applicabili.
Le conseguenze della violazione del principio di rotazione possono riflettersi sulla procedura e sulle decisioni successive dell’impresa. È quindi utile esaminare tempestivamente gli atti e coordinare la partecipazione alle gare con la gestione dell’ufficio gare e, se necessario, con l’assistenza durante l’esecuzione. AppaltiLab affianca le imprese in queste attività e nell’analisi delle criticità di gara.
Per approfondire la tua situazione, contatta AppaltiLab per un confronto. Un’analisi mirata può aiutarti a scegliere con maggiore consapevolezza il prossimo passo.
Domande frequenti sul principio di rotazione
Che cos’è il principio di rotazione negli affidamenti pubblici in Italia?
Negli affidamenti sotto soglia con scelta discrezionale degli operatori, il principio limita la reiterazione delle opportunità per lo stesso contraente. Per esempio, se un’impresa uscente ha gestito un servizio e la nuova commessa ripropone prestazioni omogenee, la stazione appaltante deve considerare la rotazione. Un operatore invitato in precedenza ma non risultato aggiudicatario, invece, non è escluso dai nuovi inviti per questo solo motivo.
Quali sono le conseguenze per una stazione appaltante che viola il principio di rotazione?
Le conseguenze della violazione del principio di rotazione possono comprendere il riesame degli atti in autotutela e la contestazione dell’affidamento. In base al caso, possono venire in rilievo anche l’esclusione del concorrente, la revoca dell’affidamento o una richiesta di risarcimento. Non basta però rilevare che il contraente uscente ha ricevuto un nuovo incarico: occorre verificare la procedura, le prestazioni, la motivazione e l’interesse concreto di chi contesta.
L’affidamento diretto in violazione della rotazione può essere annullato o dichiarato illegittimo?
Sì, l’affidamento può essere contestato e gli atti possono essere rimossi in autotutela, ma la presenza del contraente uscente non determina automaticamente questo esito. La valutazione considera se i due affidamenti riguardano prestazioni omogenee, se ricorrono eccezioni e se la scelta è motivata. Per esempio, il ripetersi di un affidamento diretto per lo stesso servizio va valutato diversamente da una procedura aperta a tutti gli operatori interessati.
Quali orientamenti di ANAC e giurisprudenza riguardano le violazioni del principio di rotazione?
ANAC ha fornito chiarimenti con un Atto del Presidente del 13 marzo 2024. La giurisprudenza ha inoltre precisato che una procedura aperta, senza selezione preventiva degli invitati, pone un limite all’applicazione della rotazione: lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4252 del 2 luglio 2020. La sentenza n. 4897/2025 considera rilevante anche l’identità parziale delle prestazioni.
La violazione del principio di rotazione comporta sanzioni, responsabilità o danno erariale per il RUP?
La violazione può avere conseguenze sull’affidamento, ma non dimostra da sola la responsabilità personale del RUP né l’esistenza di un danno erariale. Sono aspetti distinti, da valutare alla luce degli atti compiuti, delle motivazioni della procedura e degli effetti economici concretamente prodotti. È quindi utile distinguere l’irregolarità dell’affidamento dalla verifica di eventuali responsabilità individuali, che richiede elementi specifici.
Quali sono i termini e i passaggi per impugnare un affidamento contrario al principio di rotazione?
Il materiale non indica termini per impugnare. L’operatore può contestare gli atti collegando la procedura al proprio interesse concreto e al pregiudizio subito, ricostruendo gli affidamenti, l’identità delle prestazioni, l’invito al contraente uscente e la motivazione della scelta; può chiedere la rimozione degli atti viziati, il riesame e, se ne ricorrono i presupposti, il risarcimento.





